UNA STANZA PER DUE. JOHN STEINBECK E ROBERT CAPA

 

Robert Capa John Steinbeck Mosca 1947

Mosca, Settembre 1947. Robert Capa fotografa John Steinbeck in uno specchio.
Foto Robert Capa

(Fonte)

Nel 1947 John Steinbeck (futuro Premio Nobel per la Letteratura nel 1962) fece assieme a Robert Capa, il fotografo ungherese fondatore dell’Agenzia Magnum, considerato oggi il più grande fotoreporter della Seconda Guerra mondiale e divenuto vera e propria leggenda come “il fotografo delle cinque guerre” (guerra civile spagnola (1936-1939), seconda guerra sino-giapponese (1938), la seconda guerra mondiale (1941-1945), la guerra arabo-israeliana (1948), la prima guerra d’Indocina (1954)), un viaggio di circa quattro mesi in URSS, già in piena Guerra Fredda.

Lo scopo era fornire un resoconto onesto e privo di ideologie sulla vita quotidiana di un Paese, lontanissimo dalla cultura degli Stati Uniti, che degli Stati Uniti era stato, fino a poco tempo prima, l’alleato più forte nella Seconda guerra mondiale appena conclusa. Continua a leggere

Pubblicato in Attualita e Storia, Citazioni, Libri | Contrassegnato , , , , , , , | 12 commenti

LEI SBARCA DA SOLA

 

Martha Gellhorn

Martha Gellhorn a Londra nel 1943.
Lee Miller Archives/England 2017/All Rights Reserved

C’erano 160.000 uomini, su quelle spiagge d’inferno della Normandia, in quel giugno del 1944, e solo una donna. Martha Gellhorn.

La grande giornalista e reporter di guerra americana Martha Gellhorn fu l’unica corrispondente donna ad essere presente allo sbarco in Normandia nel D-Day di quel giugno 1944, e questo a dispetto della regola che nel corso della Seconda Guerra mondiale vietava alle donne, anche alle giornaliste, la presenza in prima linea nelle zone di guerra; dovevano rimanere nella retroguardia in ruoli ausiliari. Il modo in cui Martha riuscì ad essere su quelle spiagge merita di essere ricordato. Continua a leggere

Pubblicato in Attualita e Storia | Contrassegnato , , , , , , , , | 2 commenti

IL VELENO DELLA LTI

 

Victor Klemperer LTI

“Le parole possono essere come minime dosi di arsenico: ingerite senza saperlo sembrano non avere alcun effetto, ma dopo qualche tempo ecco rivelarsi l’effetto tossico”

Continua a leggere

Pubblicato in Attualita e Storia, Germania | Contrassegnato , , , , , , , , | 11 commenti

LA GUERRA TEDESCA – NICHOLAS STARGARDT

Stargardt La guerra tedesca
Nicholas Stargardt, La guerra tedesca. Una nazione sotto le armi 1939-1945 (tit. orig.le The German War), traduz. Filippo Verzotto, pp. 832, Neri Pozza

Nel 1939 i tedeschi, ancora traumatizzati dalla sconfitta e dal ricordo del 1918 non volevano affatto una nuova guerra. Nonostante ciò, la loro cieca determinazione fece sì che i combattimenti durassero fino al 1945.

Com’è stato possibile che il popolo tedesco, uno dei popoli più colti d’Europa abbia potuto aderire in massa — fino al disastro finale — all’impresa nazista?

Com’è stato possibile che siano caduti nella stragrande maggioranza nella trappola della propaganda orchestrata da Goebbels e dell’ideologia della razza di Rosenberg che confondessero una guerra intenzionale e brutale di conquista coloniale con una guerra alla quale erano stati costretti per difendere la patria dalle macchinazioni degli Alleati e dall’aggressione polacca? Perchè è a questo che ha creduto la maggior parte dei tedeschi. Com’era possibile che vedessero in se stessi dei patrioti provocati, attaccati, accerchiati anzichè dei guerrieri che si battevano per la “razza superiore” di Hitler?

Alla fine del 1941 i nazisti si rendevano ormai conto che non avrebbero potuto vincere la guerra. Tuttavia, la Seconda Guerra mondiale sarebbe durata ancora circa tre anni e mezzo. Com’è stato possibile che i tedeschi abbiano potuto resistere per così tanto tempo ai bombardamenti, malgrado le privazioni e le sconfitte? Si rendevano conto di stare combattendo una guerra genocida? In che misura credevano alle menzogne di un regime che li stava portando alla loro stessa rovina? Continua a leggere

Pubblicato in Attualita e Storia, Libri | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 13 commenti

D-DAY, ANTONY BEEVOR

 

Robert Capa D-Day 1944

Robert Capa © International Center of Photography US troops’ first assault on Omaha Beach during the D-Day landings. Normandy, France. June 6, 1944.
© Robert Capa © International Center of Photography | Magnum Photos

 

“Omaha divenne una sorta di mito americano, ma nelle battaglie successive ci sarebbe stata una verità ancora più crudele di questa leggenda: in Normandia, le perdite medie per divisione da ambo le parti avrebbero superato quelle subite dalle divisioni sovietiche e tedesche durante un periodo equivalente di scontri sul fronte orientale”

Antony Beevor, inglese, uno dei massimi storici militari della 2WW, autore di libri fondamentali come “La Seconda Guerra mondiale: i sei anni che hanno cambiato la storia”, “Stalingrado” e “Berlino 1945. La caduta” (tra parentesi: è Beevor che assieme a Lyubov Vidogradova ha curato la pubblicazione dei Taccuini di guerra di Vasilij Grossman…) ci racconta in questo volume l’epica Campagna per la Normandia allestita per aprire da occidente la strada per Berlino e che aveva come obiettivo ultimo ottenere la resa incondizionata della Germania nazista. Continua a leggere

Pubblicato in Attualita e Storia, Libri | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

RICORDATI DI OMAHA…

 

Omaha Beach

Questa poesia, firmata semplicemente “Jean”, la si legge ad Omaha Beach, la sterminata spiaggia che si trova nella parte della costa normanna in cui si sono svolte le operazioni del D-Day nel giugno del 1944 e che era stata assegnata dal Comando Alleato all’intervento degli Stati Uniti. Sono parole che non cessano di commuovermi ogni volta che le rileggo. Continua a leggere

Pubblicato in Attualita e Storia, Francia, viaggi | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

ARRIVEDERCI A SETTEMBRE. FORSE.

 

Overlodrd

 

Così è. E’ lì che vado. Fatevene una ragione.

Buon agosto a tutte e a tutti

Pubblicato in Attualita e Storia, viaggi | Contrassegnato , , , | 11 commenti

LA MOGLIE DEL RABBINO – CHAIM GRADE

Chaim Grade La moglie del rabbino
Chaim Grade, La moglie del rabbino (tit. orig.le Di rebetsn), traduz. dallo yiddish e postfazione di Anna Linda Callow, pp. 215, ed. La Giuntina, 2019

Pubblicato per la prima volta nel 1974, il romanzo — ambientato negli anni Trenta del secolo scorso in Lituania e precisamente a Grodno/Horodne, nell’attuale Bielorussia — è centrato sulle dinamiche familiari, sociali, religiose e politiche di una comunità di ebrei ortodossi lituani. Il contesto è dunque quello dell’ebraismo ortodosso lituano che — ho appreso — è molto diverso e meno noto dell’ebraismo chassidico polacco. Ma su questo tornerò.

Al centro di tutto spicca la figura della protagonista, la rebetsin (in yiddish, moglie del rabbino) Perele: Perele è “dotata di due freddi, intelligenti occhi indagatori e un’alta fronte da rabbino, eredità del padre rabbi Asherl Broido, il gaòn di Staripol”. Ha un fisico minuto ma riesce con un solo sguardo a incutere timore sia nei figli maschi che nel marito. Solo la figlia femmina le si ribella e riesce, almeno in parte, a tenerle testa.

Quando la storia ha inizio Perele “era ormai nonna, ma sulle guance la pelle era tesa, senza una ruga. Per la corporatura minuta e l’abbigliamento si sarebbe potuto paragonarla a una statuetta di porcellana, o a una figurina intagliata nel legno di un carillon. Ma le bastava aprire i grandi occhi chiari e corrugare un poco l’alta fronte perchè tutti vedessero che quella piccola rebetsin era l’intelligenza fatta persona. Era circonfusa da un’aura prodotta dal suo alto lignaggio e dal modo elegante di parlare.” Continua a leggere

Pubblicato in Libri | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento