AUTUNNO TEDESCO – STIG DAGERMAN

Stieg Dagerman Autunno tedesco
Stig Dagerman, Autunno tedesco (tit. orig. Tysk höst), traduz. dallo svedese Massimo Ciaravolo, Postfazione Fulvio Ferrari, pp. 160, Iperborea, 2018.

1946. Un giornalista vaga tra le rovine delle città tedesche distrutte dai bombardamenti. Si chiama Stig Dagerman, ha 23 anni, è svedese e nell’autunno del 1946 è stato inviato in Germania per testimoniare delle condizioni in cui si trovano le città tedesche.

Per due mesi egli si aggira tra le rovine e si immerge nelle sofferenze della vita quotidiana dei tedeschi. Ma Dagerman non è solo un giornalista, ha la stoffa e la sensibilità dello scrittore. Il suo sguardo va oltre il semplice reportage.

Per settimane, Dagerman osserva, pone domande, scende nelle cantine e nei rifugi per incontrare e parlare con la gente che vi abita, interrogandosi lui stesso, meditando sulla sofferenza e l’angoscia, l’odio e il senso di colpa. Così, a poco a poco, prende forma il libro Autunno tedesco (dal titolo del primo reportage), libro che si impone subito come una testimonianza di grande forza sulle conseguenze della disfatta tedesca e il destino dell’Europa. Continua a leggere “AUTUNNO TEDESCO – STIG DAGERMAN”

1947- ELISABETH ÅSBRINK

Elisabeth Asbrink 1947

Elisabeth ÅSBRINK, 1947, (tit.orig. 1947) traduz. dallo svedese di Alessandro Borini, pp. 320, Prima edizione Stoccolma 2016, Iperborea, 2018. Disponibile anche in ebook

Sto cercando di raccogliere l’anno 1947 in un tutt’uno frantumato. E’ una follia, ma il tempo non mi dà pace.

Dove comincia il presente? Quando nascono le forze, i conflitti e le idee che governano la nostra epoca? Inseguendo le tracce della famiglia che non ha mai potuto conoscere, la svedese Elisabeth Åsbrink ci trasporta in un anno cruciale del ‘900, nel momento in cui l’Occidente, reduce dal Secondo conflitto mondiale, è di fronte a una serie di bivi e possibilità ancora aperte, e compie scelte decisive per i nostri giorni.

Il 1947 è l’anno in cui l’Occidente si unisce contro la minaccia della guerra fredda, in cui è stata creata la CIA, in cui l’ONU vota il piano di divisione della Palestina, in cui la parola “genocidio” viene pronunciata per la prima volta davanti ad un corte di giustizia. E’ l’anno in cui Simone de Beauvoir vive la sua grande storia d’amore con lo scrittore americano Nelson Algren, in cui George Orwell, malato, scrive 1984, in cui Christian Dior lancia il suo New Look.

E’ anche l’anno in cui l’ebreo ungherese Joszéf, il padre di Elisabeth Åsbrink, arriva a dieci anni in un campo profughi per bambini vittime del nazismo e si trova a dover fare una scelta che determinerà il suo destino e quello di sua figlia Elisabeth. Continua a leggere “1947- ELISABETH ÅSBRINK”

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