GUERRA E PACE – GLI SCENARI DELLA GUERRA

Guerra e Pace Bondarchuk

Palcoscenici della pace e scenari di guerra. Nel romanzo di Tolstoj si intrecciano, e la guerra contro Napoleone cambia drasticamente il destino di tutti i personaggi.

Il primo scenario di guerra che compare nel libro e nel quale è presente anche il Principe Andrej è la battaglia di Schöngraben, ma è soltanto un assaggio. Le grandissime, epiche sequenze di guerra sono, sia nel libro che nel film di Serghei Bondarchuk, sostanzialmente quattro.

Come avevo già scritto >>qui, per la realizzazione del film vennero utilizzate forze dell'esercito regolare dell'Armata Rossa e venne creato appositamente uno speciale corpo di cavalleria.
Sul making of  del film, se avrò tempo, avrei voglia di tornare. Guerra e Pace non è robetta che io riesca ad esorcizzare con pochi post. 

Guerra e Pace Bondarchuk
Il Generalissimo Kutuzov (Boris Zakhava)

  • La battaglia di Austerlitz (2 dicembre 1805) detta anche "la battaglia dei tre imperatori": lo Zar Alessandro I, l'Imperatore d'Austria Francesco I°, Napoleone Bonaparte Imperatore dei francesi.
    Russi e austriaci vennero sonoramente sconfitti.
    Austerlitz rimarrà per Napoleone la vittoria più sfolgorante di tutta la sua carriera.
  • Guerra e Pace Bondarchuk
    Il Generalissimo Kutuzov e il principe Andrej Bolkonsky, suo aiutante di campo

    "Dal mezzodi del 19 nelle supreme sfere dell'esercito ebbe principio un gran movimento, tra affannoso ed eccitato, che durò fino al mattino del giorno dopo, 20 novembre, in cui fu data la così memorabile battaglia di Austerlitz.
    […]
    Il movimento concentrato, iniziatosi alla mattina nel quartier generale degli imperatori e che aveva dato l'impulso a tutto il movimento seguente, era simile al primo moto della ruota di fondo d'un grande orologio da torre. Una ruota si muove lentamente, una seconda gira, una terza, e le ruote, le carrucole, i rocchetti, si mettono a girare sempre più rapidamente, il carillon comincia a suonare, le figure a balzar fuori, e le lancette ad avanzare con esattezza, indicando il risultato di tutto il movimento."

    Guerra e Pace Bondarchuk
    Bagratiòn e Kutuzov ad Austerlitz

    Come nel meccanismo di un orologio, così anche nel meccanismo della guerra il movimento, quando l'impulso è dato, continua irresistibile fino all'ultimo risultato; e così stanno indifferentemente immobili le parti del meccanismo alle quali l'impulso non è ancora giunto, fino al momento in cui il movimento viene trasmesso. Le ruote sibilano sull'asse, ingranando coi denti, le carrucole cigolano per la rapidità del moto; ma la ruota vicina riamane tranquilla e immobile, come se fosse disposta a conservare per centinaia d'anni quella immobilità; ma il momento viene, una leva agisce, e, ubbidendo al movimento, la ruota stride girando e si confonde in un'unica azione di cui non si può comprendere nè lo scopo nè il risultato."

    Guerra e Pace Bondarchuk
    Il Generale Principe di Bagratiòn (Giuli Chokhonelidze) ad Austerlitz

  • L'epica battaglia di Borodinò (7 settembre 1812), a 125 km da Mosca. Fu la più grande battaglia campale combattuta in un sol giorno di tutta la campagna di Russia e di tutte le guerre napoleoniche: vi parteciparono oltre 250.000 uomini. Fu anche la più sanguinosa: le vittime delle due parti sono stimate in almeno 70.000, il che ne farebbe la battaglia più sanguinosa di tutti i tempi. A chi giovò quel macello? L'esito della battaglia fu incerto sotto il profilo tattico, ma poichè i russi indietreggiarono la vittoria strategica arrise apparentemente ai francesi che dopo pochi giorni entrarono a Mosca. Apparentemente, perchè l'essersi spinti fino a Mosca costituirà anche, secondo Tolstoj, il principio della fine dell'esercito napoleonico.
  • Guerra e Pace Bondarchuk
    Borodinò

    "Perchè e come furono date e accettate le battaglie di Scevardinò e di Borodinò? Perchè fu data la battaglia di Borodinò? Né per i francesi né per i russi essa aveva il menomo senso. La conseguenza immediata fu, e doveva essere, — per i russi, che noi ci avvicinammo alla rovina di Mosca (ciò che noi temevamo più d'ogni altra cosa al mondo), e per i francesi, che essi si avvicinarono alla rovina di tutto l'esercito (ciò che essi temevano pure più di ogni altra cosa al mondo). Questo risultato era già da allora del tutto evidente, e nondimeno Napoleone diede, e Kutuzov accettò questa battaglia"

    Guerra e Pace Bondarchuk

    Guerra e Pace Bondarchuk
    Pierre Bezuchov (Serghei Bondarchuk) sul campo di battaglia di Borodino

    Guerra e Pace Bondarchuk
    Guerra e Pace Bondarchuk
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    Il campo di battaglia di Borodino, il giorno dopo
    Guerra e Pace Bondarchuk
    L'esercito russo abbandona Mosca
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    Napoleone (Vladislav Strzhelchik) al Cremlino

    "Così Mosca era vuota, quando Napoleone, stanco, inquieto e accigliato, camminava avanti e indietro presso il bastione del Collegio di Camera, aspettando la deputazione, e cioè l'osservanza d'una cerimonia esteriore, ma necessaria, secondo il suo concetto.
    In diversi angoli di Mosca qualche persona si aggirava ancora, insensatamente, conservando le antiche abitudini senza comprendere che cosa facesse. Quando a Napoleone, con la dovuta cautela, fu annunciato che Mosca era deserta, egli guardò con collera colui che gli dava quella notizia e, voltandogli le spalle, continuò a passeggiare in silenzio"

  • L'incendio di Mosca. Abbandonata da tutte le autorità istituzionali e dalla maggior parte dei suoi abitanti, lasciata al saccheggio dei francesi, in breve tempo Mosca viene devastata da centinaia di incendi che nessuno è in grado di domare. Perchè Mosca venne incendiata?
  • Guerra e Pace Bondarchuk
    Soldati francesi e l'incendio di Mosca

    "I francesi imputarono l'incendio di Mosca au patriotisme féroce de Rastopchine; i russi, al fanatismo dei francesi. In sostanza l'incendio di Mosca non ebbe nè poteva avere altre cause, se per causa s'intenda qualcosa di cui si possa attribuire la responsabilità a una o parecchie persone. Mosca bruciò perchè era stata messa in tali condizioni, nelle quali ogni città costruita in legno deve bruciare, si abbiano o non si abbiano centrotrenta cattive pompe da incendio. Mosca doveva bruciare in conseguenza di ciò che i suoi abitanti l'avevano disertata, inevitabilmente, come deve prender fuoco un mucchio di trucioli su cui durante alcuni giorni piovano scintille"

    Guerra e pace serghei Bondarchuk

  • La drammatica ritirata dei francesi
  • Guerra e pace Bondarchuk

    "L'esercito non poteva ricomporsi in nessun luogo. Dalla battaglia di Borodinò e dal saccheggio di Mosca portava in sé quasi le condizioni chimiche della dissoluzione
    I soldati di quei corpi che erano stati un esercito fuggivano coi loro comandanti, senza sapere dove, desiderando (Napoleone come ogni soldato) una sola cosa: districarsi ciascuno per suo conto nel più breve tempo possibile da quella situazione senza via di scampo, di cui, sia pure confusamente, tutti erano consapevoli"

    Guerra e pace Bondarchuk

    "Dal 28 ottobre, quando incominciarono le giornate di gelo, la fuga dei francesi prese un carattere ancora più tragico: divenne la fuga di uomini che agghiacciavano e si abbruciacchiavano a morte intorno ai fuochi e che continuavano in pelliccia e in carrozza a fuggire col bottino dell'imperatore, dei re e dei duchi; ma, in sostanza, il processo della fuga e della disgregazione dell'esercito francese non si modificò menomamente.
    […]
    …l'esercito francese si dissolse e si disgregò […] indipendentemente dal maggiore o minore rigore del freddo, dall'inseguimento, dagli ostacoli del cammino e da tutte le altre condizioni prese separatamente."

    Guerra e pace  Bondarchuk
    Le bandiere francesi e l'aquila napoleonica abbassate in segno di disfatta

    "Abbassale, abbassale la testa, — disse [Kutusov] a un soldato che reggeva un'aquila francese e che senza accorgersene, l'aveva abbassata davanti al reggimento Preobajénski. — Più in basso, più in basso, così."

    Urrà, ragazzi! — Disse, rivolgendosi ai soldati, con un rapido movimento del mento"

    Guerra e pace Bondarchuk
    La gioia del vecchio Kutusov: la Russia è salva!

    ================================
    I testi in corsivo sono di Tolstoj
    Le immagini sono tratte dal film di Serghei Bondarchuk.
    Cliccandoci sopra potete vederle ingrandite. Buon divertimento.

    Gli altri post su Guerra e Pace su NSP:

  • A letto con Tolstoj >>
  • Il genio militare >>
  • I biscotti dello Zar >>
  • Che cos'è Guerra e Pace? >>
  • Il film di Serghei Bondarchuk del 1966 >>
  • Il palcoscenico della mondanità >>
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    20 risposte a GUERRA E PACE – GLI SCENARI DELLA GUERRA

    1. utente anonimo ha detto:

      da Giuliano:
      Cara Gabriella, scusa la battuta ma è l’attualità: chissà cosa ne pensano del film gli attuali reggenti dell’Ucraina…

    2. utente anonimo ha detto:

      Incantevoli queste tue trasvolate sul cinema russo e su Guerra e Pace, piene di dettagli e cura.
      E poi mia moglie ritorna all’infanzia a vedere le foto di Bondarchuk e Tikhonov 🙂

      Bartleboom

    3. gabrilu ha detto:

      Giuliano
      A cosa ti riferisci, in particolare?
      Bartleboom
      Ti ringrazio molto, e mi fa gran piacere che tua moglie apprezzi 🙂

    4. utente anonimo ha detto:

      da Giuliano:
      pensavo che l’avessi letto, la notizia era un po’ su tutti i giornali.
      In Ucraina stanno cambiando i nomi delle vie in molte città, togliendo tutto quello che è visto come sovietico (e passi) ma anche Tolstoj, sostituito con John Lennon.

    5. gabrilu ha detto:

      Giuliano
      Si, certo che l’ho letto e certo, sono d’accordo, hai ragione. Sul momento non capivo a cosa in particolare ti stessi riferendo.
      Cmq e più in generale: le vicende della toponomastica sono sempre molto significative e mai banali, a saperle “leggere”.

    6. Michel Cestone ha detto:

      Quando visito un sito di letteratura cerco sempre un commento su Proust su Guerra e pace .
      In queste giornate di clausura visito i siti letterari in italiano, e come sempre cerco un commento intorno a Guerra e pace

      Rileggo regolarmente Guerra e Pace da quando ho sedici, diciassette anni.
      In francese et anche parecchie volte in italiano. Amo la grafia dei nomi russi usata dai traduttori italiani, e non solo.
      Credo che gli italiani riescano a rendere la prosa russa meglio di chiunque.

      L’ottava o decima rilettura mi ha colto durante l’inizio della clausura, in quelle pagine che narra della prigionia di Pierre e di come ha trovato la félicità ascoltando la voce degli umili e specialmente dei contadini, e rientrando in se stesso.

      Devo anche dire che, fino ad oggi, anche se ho sempre avuto una sconfinata ammirazione per Lev Tolstoj, ogni volta che mi sono imbattuto in queste pagine dell’epilogo, ho pensato che l’artista avesse dato il posto a un vecchio rimbambito, a un tiranno domestico.
      La sua visione della donna mi sembrava quella di un uomo comune dell’Ottocento , una forma di darwinismo sociale.

      Un protofascista, insomma, per il quale la missione sulla Terra della Donna sarebbe quella di far venire voglia ai maschi di metterla incinta.
      Ecco a cosa serve l’arte della conversazione, della danza e della moda. Una volta sposata, Natasha si lascia andare e non esce più. Non si veste, non va più dal parrucchiere, non si cura nemmeno le unghia.

      Inoltre, Tolstoj insiste più volte sulla mancanza di intelligenza della ragazza, le sue principali qualità sono solo doni della natura: la sveltezza fisica, il canto e la danza. Un animaluccio.

      I francesi, il popolo dell’Illuminismo, della scienza sperimentale, dei diritti umani, delle donne colte e civettose, sono l’anticristo.
      Secondo lui, il popolo russo nel 1812, nella guerra del Bene contro il Male, salvò il mondo a Borodino.

      Oggi invece, con tutta questa pressione sociale che incombe sulle donne, specie in Italia col modello delle venline televisive, con tutte quelle rifattone; oggi mi chiedo seTolstoj in queste righe no ci inviti a guardare Natasha, come persona e niente altro, fuori da ogni connotazione sessuale.

      Mi chiedo se in verità non inviti ogni uomo maturo, dopo anni di matrimonio, a guardare sua moglie con lo sguardo di Pietro per la sua.
      Quella donna deformata dalle gravidanze, dalla malattia, dai danni irreparabili dell’età , a Pietro non fa rimpianto ne ribrezzo, anzi l’ama ancora di più.

      Quando abbraccia Natasha, abbraccia sempre la giovane adolescente che adorava senza osare dirglielo. Pierre è sempre di fronte a lei, quel “vermiciattolo innamorato di una stella”.
      E essendo Pietro il porta parola, il sosia dell’autore, concluderei dicendo che Tolstoj a modo suo è un proto-femminista.

    7. gabrilu ha detto:

      Michel Cestone
      Grazie per il lungo commento, con il quale concordo ma fino ad uno ad un certo punto, e non nelle conclusioni, che mi sembrano un po’ un’arrampicata sugli specchi. Tolstoj un proto-femminista?! Ma andiamo!
      No, Tolstoj non tratta affatto bene Natasha, e non solo nell’ultima parte del romanzo e dopo il matrimonio, i parti etc.
      Questo non mi impedisce di continuare ad ammirare, leggere e rileggere Guerra e Pace e considerarlo uno dei capolavori assoluti della letteratura mondiale, ma lo apprezzo e lo amo e lo rileggo per quello che c’è, e non per quello che non c’è anche se mi piacerebbe ci fosse 🙂

    8. Michel Cestone ha detto:

      Hai ragione.
      Je me suis laissé aller à jouer des paradoxes sans filet.

      • gabrilu ha detto:

        Michel Cestone ti capisco succede spesso anche a me…fin troppo spesso, direi 🙂
        In realtà io sono profondamente convinta che Tolstoj fosse sostanzialmente un misogino (magari a sua insaputa, eh, voglio esser buona). Se andassimo ad analizzare da questo punto di vista Anna Karenina ne troveremmo delle belle, o che tipo di immagine fornisce della moglie del protagonista de “La Sonata a Kreutzer”…Penso anche al trattamento riservato ad Héléne Kuragina, prima moglie di Pierre Bezucov ancora in Guerra e Pace…o la povera moglie del principe Andrea… Da grandissimo scrittore quale era ha creato personaggi femminili tutti splendidi e indimenticabili, che ormai sono più più vivi e veri delle persone vere ed in carne ed ossa e questo fa sì che, per quel che mi riguarda, sono costretta a perdonargli molto 🙂

        • mcf57160 ha detto:

          Credo che la donna più maltrattata sia Julie Karaguine, colei che vuole istruirsi, leggere e scambiare, dialogare di altro che moda e pettegolezze.
          La poveretta, Tolstoj la fa ingrassare, gli fa crescere i baffi e la dona in pasto all’arrivista Boris e fa si che esponga il suo ridicolo alla vista di tutti in teatro.

          La prima moglie di Andrej mi pare che Tolstoj la descriva come vittima ed anche con empatia, come vittima dell’educazione ricevuta.
          La principessina si comporta come gli hanno insegnato, come ognuno ci si aspetta.
          Civettosa, pettegola, sorriso meccanico, smorfiosa.

          Andrej ne é consapevole ma la sposa lo stesso, senza amore, anche lui vittima della “pressione sociale”, per ubbidire al suo “dovere” di erede ed ultimo rampollo dei Bolkonski. Matrimonio di ragione, ma la principessina è innamorata e vuole essere amata.

          Il percorso di Andrej, di Pierre, comme anche quello del Narratore de la Recherche, sono analoghi al percorso di Dante.
          Si imbattono nelle selva oscura dei falsi valori, di sentimenti fasulli per finalmente ritrovare ciascuno a modo suo la diritta via. e di mezzo ci sono incontri con persone che menano la vita buona.
          Persone di cui riconoscono in pectore il valore, che approvano ma non ne seguono la via (video meliora proboque, minora sequor) e poi finalmente quasi sempre una donna appare che li prende per mano e li guida.

          Volevo chiederti se HHhH di Laurent Binet è stato tradotto in italiano, non lo ritovo sul sito, e mi pare sia fatto apposta per gli appassionati di discussioni letterarie… Come anche “La septième fonction du langage”

          • gabrilu ha detto:

            mcf57160 Caro Michel (sei tu, non è vero?). Si, il libro di Laurent Binet è stato tradotto in italiano ed è pubblicato da Einaudi, lo si trova a questo link
            https://www.einaudi.it/catalogo-libri/storia/storia-contemporanea/hhhh-laurent-binet-9788806207533/

            Io non l’ho letto e confesso che non conoscevo né il libro né il suo autore (che vedo essere stato vincitore del Goncourt Premier Roman…), ma sembra molto interessante e mi riprometto di colmare al più presto questa lacuna, anche perché la morte di Heydrich è sempre stata oggetto di molte ipotesi e ricostruzioni spesso anche contraddittorie. Il problema è, come sempre, la quantità di libri che si vorrebbero leggere e il tempo a disposizione per farlo…
            Grazie moltissimo dell’indicazione preziosa

            • mcf57160 ha detto:

              Eh oui Gabriella c’est bien moi..
              HHHhH explore toutes les hypothèses, l’auteur à presque tout lu sur le sujet, vu des films, lu des mémoires. Il se questionne aussi sur l’art et l’histoire, sur la subjectivité de l’écrivain, enfin il nous fait vivre la vie d’un écrivain essayant d’écrire un roman sans rien omettre de ce qu’il a glané au cours de ses recherches.
              Sinon si tu as été agacée, par la stérilisation du débat littéraire accaparé pendant un temps par les sémiologues et les structuralistes, si tu as eu le sentiment d’avoir été flouée par les thèses de la french theory, tu va te régaler avec La septième fonction du langage.
              Binet démonte la part d’imposture de certaines grandes figures de la sémiologues avec notre Umberto Eco en chevalier blanc.
              C’est un érudit qui emballe son érudition dans la farce, dans le grotesque et dans l’humour.
              Je t’envoie le lien Wikipedia, il résume très bien le livre et te mettra l’eau à la bouche https://fr.m.wikipedia.org/wiki/La_Septi%C3%A8me_Fonction_du_langage

              Quant au reste, pour clore toute cette suite de commentaires sur la personnalité de Tolstoï par rapport à son art, et mettre tout le monde d’accord, tu as à ta disposition l’arme absolue mais tu ne l’as pas encore dégainée.
              Je m’étonne que tu n’aies pas encore parlé à tes amis du Contre Sainte-Beuve.
              Tu attends peut-être que les contributeurs finissent par comprendre d’eux-mêmes qu’ils se dirigent vers une impasse.

        • Ivan ha detto:

          Concordo, direi che Tolstoj ha dato ampia prova della sua misoginia e la sua “perla” è sicuramente la “sonata a Kreutzer” dove un marito assassino è visto come la vittima di una moglie troppo “moderna” (si permette addirittura di suonare Beethoven e di apprezzare l’esecuzione di un violinista… se l’è andata decisamente a cercare… Ah l’umanità di Tolstoj…).
          Sono d’accordo che le qualità artistiche di un autore andrebbero sempre tenute separate dalle sue opinioni; ma trovo che il fanatismo di Tolstoj lo faccia spesso inciampare proprio dal punto di vista narrativo: ad esempio, la scena in cui Pierre chiede ad Hélène se sia incinta e lei gli risponde di non volere figli è ridicola non tanto perché Hélène venga condannata per non volere una vita da fattrice ma perché, all’epoca, non poteva fare nulla per evitarlo senza che Pierre lo sapesse… ma per Tolstoj Pierre è il “buono” e la “vittima” quindi non può sapere delle malefatte della moglie con la conseguenza esilarante che Tolstoj ci presenta un imbecille che non si è mai chiesto come mai sua moglie abbia regolarmente mal di testa per buona parte del mese…
          Analogo discorso per il ridicolo sciovinismo di Tolstoj che arriva a presentare Borodino come una vittoria russa o l’incendio di Mosca come frutto di autocombustione o per la ripugnante doppia morale che mostra nel rimproverare a Ney di essere riuscito a portare in salvo solo parte dei suoi uomini, abbandonando gli sbandati (l’unica cosa sensata da fare per non perderli tutti) mentre giustifica le violenze inutili del “santo” popolo russo sui prigionieri.
          So di essere pressoché isolato; ma trovo che sia decisamente troppo per considerarlo “grandissimo”. Anche Manzoni o Hugo fanno trapelare le loro convinzioni religiose e morali o il loro patriottismo nelle loro opere ma con discrezione, non certo in modo così fanatico.

          Ivan

          • gabrilu ha detto:

            Ivan probabilmente mi ripeto, dicendo che apprezzo e amo profondamente il Tolstoj scrittore e detesto più che cordialmente il Tolstoj persona. Su quanto dici de La Sonata a Kreutzer concordo totalmente, e forse può incuriosirti dare un’occhiata ad un mio vecchio post che, guarda caso, avevo intitolato Tolstoj, Beethoven e la lascivia dei sensi 🙂

            nonsoloproust.wordpress.com/2007/02/16/tolstoj-beethoven-e-la-lascivia-dei-sensi/

            Tornando a Guerra e Pace, in qualche modo mi sento sempre anche io un po’ controcorrente, e mi spiego: in genere le parti più apprezzate dai lettori sono quelle della “pace”, le storie d’amore e di vita privata. Piacciono anche a me, intendiamoci, ed anche molto, ma sono sempre rimasta più affascinata dalle parti relative alla “guerra”, che ahimè come ho avuto troppo spesso modo di constatare vengono considerate noiosissime e spesso addirittura saltate. Al di là dei dettagli e critiche di merito tipo quelli cui tu accenni, le descrizioni di Tolstoj hanno un respiro talmente ampio, un ritmo musicale (si, proprio musicale) dal passo talmente maestoso che il loro effetto su di me è lo stesso di quello che mi viene dalla lettura della migliore epica.

            A proposito della presa di Mosca e dell’incendio: sono rimasta stupefatta ed affascinata, anni fa, da quella parte delle Memorie dell’Oltretomba di Chateaubriand che descrive tutta la disastrosa (per i francesi) campagna di Russia vista ovviamente, nello scritto di Chateaubriand, dalla parte dei francesi. Sono pagine che non ho poi più smesso di rileggere, periodicamente; le trovo un vero capolavoro.

            Quando Chateaubriand narra prima l’euforia della presa di Mosca e poi lo sconcerto di Napoleone nel trovarla deserta e poi ancora descrive l’ incendio di Mosca, e poi la fuga dell’ esercito francese nella neve, con il battito dei tamburi “drappeggiato di galaverna” e il suono rauco delle trombe… ebbene, il racconto di Chateaubriand non ha assolutamente nulla da invidiare a quello di Tolstoj in Guerra e Pace.

            Ma tutta l’opera di Chateaubriand è meravigliosa. Purtroppo — e qui chiudo perché mi sto allargando troppo — purtroppo in italiano la si trova frammentata in volumetti sparsi e nemmeno facilissimi da trovare. Per fortuna, se si legge il francese ed essendo priva di diritti d’autore la si trova facilmente in rete in formato digitale.
            Ma basta così.
            Grazie e rileggerci presto, spero 🙂

            • Ivan ha detto:

              Ciao,

              Ti ringrazio per la segnalazione di Chateaubriand, che mi riservo di leggere, visto che finora non ho avuto occasione di farlo. A meno di non prendere una cantonata, credo però che, a differenza di Stendhal, lui non abbia partecipato alla campagna di Russia per cui le scene presenti nelle Memorie devono essergli state riferite.
              Per quanto riguarda Tolstoj, concordo pienamente con te che il giudizio sull’autore va tenuto ben distinto da quello sull’opera. In generale, il fatto di non condividere le idee dell’autore non deve impedire un giudizio obiettivo sulla sua produzione artistica; tuttavia, a mio giudizio, il problema di Tolstoj è proprio quello di non saper tenere distinte le due cose e di piegare spesso le esigenze artistiche alla volontà di dimostrare le sue tesi con il risultato di presentare spesso scene illogiche, contraddizioni e personaggi poco credibili che si lanciano in elucubrazioni francamente inverosimili.
              Ciò non significa, ovviamente, che il russo non abbia anche scritto delle belle pagine.
              Alla prossima.

              Ivan

    9. gabrilu ha detto:

      mcf57160
      Caro Michel, a proposito di quel che scrivi di Binet, ed essendomi documentata un po’ anche per mio conto, mi sono fatta l’idea che Binet, se come dici è “un erudito che avvolge la propria erudizione nella farsa, nel grottesco e nell’humor” dovrebbe proprio piacermi. Ho letto su Amazon qualche pagina de La settima funzione del linguaggio (pubblicato in Italia da La nave di Teseo tradotto da Anna Maria Lorusso) e mi sembra un libro molto stimolante e perché no? Anche divertente. Almeno per me. In Italia si ha un’idea della letteratura seria molto paludata e non tutti apprezzano questo genere di libri. Se poi sono libri che parlando seriamente di cose serie riescono perfino (orrore!) a fare divertire sono in genere guardati con molto sospetto 🙂
      Non è un caso che Umberto Eco fosse molto più apprezzato nel resto del mondo che in Italia…

      Perché non ho tirato fuori, a proposito di Tolstoj e Guerra e Pace il ”Contre Sainte Beuve di Proust? Per il semplice motivo che già il ragionare soltanto su Contre Sainte-Beuve e Proust è una cosa molto complessa, perché come tu sai benissimo Proust era un furbo di tre cotte e sai bene che tutto quello che ha lasciato scritto e soprattutto pubblicato bisogna affrontarlo con molta cautela, non dando mai per scontato che quello che scriveva corrispondesse realmente al suo pensiero. Figuriamoci quindi mettere in relazione, usare il CSB con quell’altro colosso di Tolstoj… Qui dalle mie parti fa già molto caldo e non ho voglia di complicarmi la vita 🙂
      Ciao!

    10. gabrilu ha detto:

      Ivan
      “ciò non significa, ovviamente, che il russo non abbia scritto anche delle belle pagine”
      E davanti a questa magnanima concessione direi, come il Rag. Fantozzi… … Ma com’è buono, lei!
      Scusa, eh, se mi viene da sorridere 🙂
      Buona estate!

      • Ivan Visioli ha detto:

        Scusa, eh, se mi viene da sorridere 🙂

        Ma figurati, mica mi offendo 🙂
        A questo punto, però, se dico che G&P è una c… pazzesca mi spettano i 92 minuti di applausi ininterrotti 🙂
        Scherzi a parte, sono consapevole di esprimere una posizione del tutto controcorrente (tuttavia non del tutto isolata, mi pare che anche Borges avesse espresso riserve simili alle mie) nei confronti di un autore che vedo generalmente descritto con tratti sovraumani (i “grandi” russi, con i loro “grandi” temi, le loro “grandi” visioni, “grandi” problemi, ecc…).
        Sarò considerato blasfemo se dico che accanto alle belle pagine ne trovo parecchie di brutte? E va bene, me ne farò una ragione.
        Intendo brutte dal punto di vista letterario, non ideologico: contraddittorie, incoerenti, ripetitive, patetiche, false.
        Mi dispiace ma non riesco a credere al principe Andrej che mentre pensa di tirare le cuoia si mette a elucubrare sulle nuvole, chiedendosi perché stava correndo… per me un uomo in quelle condizioni può fare tante cose: piangere, chiamare la mamma, pensare all’amata o magari alla patria, può biascicare una preghiera o cantare orgogliosamente l’inno o magari gridare la parola di Cambronne; ma non credo possa mettersi a elucubrare sulle nuvole…
        Sarò blasfemo se non riesco a considerare un “grande” pensatore chi spaccia per “grandi” problemi (libero arbitrio, esistenza di Dio, ruolo della Provvidenza nella Storia, ecc…) questioni vecchie di secoli e di cui era già stranota l’indimostrabilità e l’inconsistenza logica? Se non considero “grandi” le soluzioni proposte: non ci pensare e affidati a Dio, Patria (Russa, ovviamente) e Famiglia (tradizionale); mi dispiace ma le trovo le tipiche soluzioni preconfezionate che in fondo potrebbe dare qualsiasi parroco….
        Bene, a questo punto mi sono decisamente meritato la crocefissione in sala mensa 🙂
        Buona estate a te e a risentirci!

        Ivan

        • gabrilu ha detto:

          Ivan Visioli
          Blasfemia !? Crocifissione !? Tolstoj non ti piace, tutto qua. Amen. Tranquillo, si può sopravvivere anche non apprezzando Tolstoj.
          La letteratura, si sa, non è una scienza esatta.

          C’è un libro molto bello (secondo me, ovviamente) di George Steiner che sicuramente già conosci, ma in caso contrario, mi permetto di segnalarlo. E’ un testo in cui Steiner mette a confronto Tolstoj e Dostoevskij, che lui considera due giganti della letteratura mondiale.

          https://www.garzanti.it/libri/george-steiner-tolstoj-o-dostoevskij-9788811601203/

          Una lettura per me parecchio utile, oltre che piacevole. Chissà, magari l’analisi di Steiner può risultare stimolante anche per te.

          Ricambio gli auspici di buona estate

          • Ivan ha detto:

            Ovviamente la “crocefissione in sala mensa” era una citazione fantozziana che si collegava al “come è umano lei” e alla “c… pazzesca” 😊
            Ti ringrazio per la segnalazione; non conoscevo il libro in questione.
            Ho letto qualcosa di Steiner ma lo trovo troppo misticheggiante per i miei gusti e l’ho lasciato perdere. Comunque da una prima scorsa alle pagine disponibili on line posso dire che sono d’accordo con lui sul fatto che la sua affermazione di una presunta superiorità della scuola russa non sia suffragata da alcuna prova razionale. In altre parole, come dici tu, non si tratta di una scienza esatta e ognuno può mettere o cacciare dal suo podio personale chi vuole.
            Grazie comunque per l’utile scambio di vedute.
            Alla prossima.

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