NONSOLOPROUST SI PRENDE UNA (LUNGA) PAUSA

Place de la Bastille
NonSoloProust si prende, anche quest’anno, una lunga pausa. Non ci saranno nuovi post fino a settembre, ma continuerò a navigare, a frequentare i siti ed i blog cui sono affezionata, a leggere ed a cercare di rispondere ad eventuali commenti.

Continuerò a frequentare anche se non proprio assiduamente Facebook e Twitter. Chi ne ha voglia, può venire a trovarmi anche lì.

Su Facebook sono >> QUI.

I miei post  su  FB sono tutti pubblici. Sono troppo pigra per armeggiare con tendine e livelli di privacy, e soprattutto  sono convinta che in rete niente è veramente privato, e quindi perchè faticare?.

Immagino  dunque che la mia pagina e miei post siano visibili da chiunque, anche da coloro che non sono iscritti a Facebook.

Non posso dire di andare in vacanza, quest’anno, con uno stato d’animo allegro e spensierato come accadeva fino l’anno scorso: la foto che compare in questo post, e che ho scattato un paio di anni fa quando le cose sembravano più tranquille,  non è stata scelta a caso.

Buona estate a tutte/i  noi  🙂

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LA CORTINA DI FERRO. LA DISFATTA DELL’EUROPA DELL’EST 1944-1956 – ANNE APPLEBAUM

 

Poster di propaganda Germania Est

Manifesto di propaganda della Germania dell’Est
Fonte

“La storia della stalinizzazione nel dopoguerra dimostra almeno una cosa: quanto la civiltà possa rivelarsi fragile.” scrive Anne Applebaum in La cortina di ferro. La disfatta dell’Europa dell’Est 1944-1956.

pallino

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I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH – FRANZ WERFEL

Armeni

“Si può essere russi, turchi, ottentotti e Dio sa che, ma armeni non si può essere. Essere armeni è una cosa impossibile…”
[…]
“Per gli armeni nessun cenno di protezione, di aiuto, di speranza. Essi non erano caduti in mano di un nemico, che per ragioni di reciprocanza dovesse rispettare il diritto dei popoli. Essi erano caduti in mano ad un nemico ben più terribile, libero da legami: al loro proprio Stato. Per molti è già triste mutar casa.”

Un genocidio. Il primo genocidio del XX° secolo. I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel è un grande romanzo che si riferisce a questa tragedia.

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L’UOMO CHE VENDEVA DIAMANTI – ESTHER KREITMAN SINGER

L'uomo che vendeva diamantiEsther Kreitman Singer, L’uomo che vendeva diamanti (tit. orig. Diamonds), traduz. dall’inglese Marina Morpurgo, pp.332, Bollati Boringhieri, 2016

L’uomo che vendeva diamanti è il secondo romanzo — rimasto sinora inedito — di Esther Hinde Singer, sorella maggiore dei celebri Israel Joshua e Isaac Bashevis (premio Nobel per la Letteratura nel 1978). Era stato scritto in yiddish con il titolo Brilyantn e pubblicato nel 1944 dalla W&G Foyle con il titolo Diamonds.

Il primo romanzo di Esther Kreitman Singer, del 1936, nell’originale stesura yiddish era intitolato La danza del diavolo ma era stato pubblicato poi in inglese con il titolo Deborah. Ma di tutto questo parlerò più avanti, chè con questi scrittori che scrivono yiddish e poi pubblicano in inglese e poi vengono tradotti, nei vari Paesi e a seconda delle case editrici a volte dall’yiddish ed a volte dall’inglese non mi è sempre facile districarmi.

La storia raccontata ne L’uomo che vendeva diamanti si svolge ad Anversa (Antwerp), l’Olanda e Londra al tempo della prima guerra mondiale (la Grande Guerra) e parla di un ebreo ricchissimo che, fattosi veramente dal nulla perchè proveniente da un poverissimo shtetl polacco, vede il suo mondo, la sua sicurezza che gli sembrava acquisita una volta e per tutte, la sua famiglia, i suoi affetti crollare e sbriciolarsi con l’avvento non solo della Grande Guerra, ma con lo stravolgimento del mondo che la Grande Guerra porta inevitabilmente con sè.

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SERENA VITALE RACCONTA MAJAKOVSKIJ


Sorgente: Vladimir Majakovskij – Wikiradio del 14/04/2016

Del libro di Serena Vitale sulla morte di Vladimir Majakovskij Il defunto odiava i pettegolezzi avevo parlato >>qui

Possiamo adesso ascoltare, seguendo questo link, Serena Vitale che ci racconta Majakovskij, e non solo della sua morte.   Le poesie sono recitate da Carmelo Bene.

E’  davvero  un bellissimo ascoltare…

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NADEZDA MANDEL’STAM, UN VIDEO (E UN POST A QUATTRO MANI)

 

Nadezda Mandel'stam

Nadezda Mandel’stam nel 1970
(Fonte)

Di Nadežda Mandel’štam avevo parlato >> qui, scrivendo del suo primo libro di memorie, L’epoca e i lupi.

Poi succede che qualche mese  fa trovo su YouTube un  video  molto raro  di una intervista a  Nadežda Mandel’štam. Pare proprio sia l’unico documento video esistente di questa donna.

Nella pagina di YouTube c’è una spiegazione lunghissima, ma è scritta solo in russo, in caratteri cirillici ed ovviamente non ero in condizioni di cavarne nulla. Le uniche cose scritte in inglese cui potevo aggrapparmi erano la data del video (1976), il nome del produttore e autore  (Frank Diamand) e la televisione per cui  venne prodotto (Vara-Television)

Non mi sono arresa ai cirillici, mi sono affidata a quei pochi indizi in inglese, ho continuato a cercare e finalmente, girando e perlustrando, ho scoperto che questa intervista  fa parte di un   lungometraggio su Osip Mandel’stam  intitolato

 The centuries surround me with fire. Osip Mandelstam (1976)

 

Anche qui però la pagina YouTube, che intuivo ricca di informazioni,  è solo in  russo, ma per fortuna il video invece è tutto in inglese, e dunque bene o male l’ho capito e potuto seguire perfino io, che con l’inglese ho un rapporto a districare il quale nemmeno la Premiata Ditta Freud, Jung&Co. riuscirebbero mai a venire a capo.

…Ma avevo un problema: mentre la voce inglese  narrante del lungometraggio è facilmente comprensibile perchè l’audio e la dizione inglese sono buoni, quando parla Nadezda non capisco praticamente nulla, perchè lei parla sì in inglese, ma l’audio non è buono e il suo inglese è…l’inglese parlato da una russa e per giunta molto anziana.

E allora? Allora ho chiesto aiuto a Dragoval che è arrivata subito in soccorso di NonSoloProust 🙂

E’ dunque grazie a lei ed al suo lavoro non certo facile e per il quale (va detto) ha dovuto anche momentaneamente tralasciare il suo bel blog Asterismi letterari che sono riuscita a sapere quello che dice la Mandel’stam in questa intervista e posso ora permettermi di condividerlo qui con tutti/e voi.

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MARCEL PROUST ALL’ASTA

Collezione Mante-Proust

 

Il prossimo 31 Maggio 2016 verrà messa all’asta a Parigi, a cura della Sotheby’s, la Collezione Patricia Mante-Proust.

Marcel Proust, come tutti sanno, non ha mai avuto figli. Patricia discende in linea diretta da Robert Proust (il fratello di Marcel), ed è oggi unica erede di ciò che rimane dell’autore di À la recherche du temps perdu. L’unica a portare ancora il cognome “Proust”.

L’intera collezione messa in vendita da Madame Mante-Proust, che comprende manoscritti, fotografie, lettere personali di Proust rimaste sino ad ora inedite viene valutata dagli esperti al di sopra di 740,000 Euro.

Non intendo commentare l’evento (meglio evitare). Gli eredi hanno certamente il diritto di mettere in vendita ciò che legittimamente hanno ereditato e di cui possono disporre liberamente.

Ci mancherebbe.

Mi limito a formulare la speranza (che so essere fortemente condivisa da molti lettori appassionati dell’opera di Marcel Proust) che un tale patrimonio non venga disperso ai quattro angoli del globo e che non finisca tutta nelle mani di privati cacciatori feticisti ma che almeno i lotti più importanti e significativi della collezione vengano acquistati da Istituzioni come (lo dico solo come esempio) la BnF (Bibliothèque national de France) presso cui si trovano già gran parte dei manoscritti di Proust, le famose paperolles ed altro importante materiale e rimangano disponibili per la consultazione di studiosi ed appassionati.

Collezione Sotheby's Paris

Chi volesse rendersi conto di cosa verrà messo in vendita il 31 Maggio, può scaricare questo .pdf che contiene tutti i dettagli della Collezione Patricia Mante-Proust che verrà messa all’asta il 31 maggio 2016 a Parigi

http://www.mediafire.com/download/ppxb62l5na7ccd6/PF1603+Proust+-+Collection+Mante-Proust.pdf

Metto anche solo qualche link ad articoli di stampa on line giusto per rendere l’idea della delicatezza e dell’importanza di alcuni dei documenti messi in vendita:

>>QUI

>> QUI

>>QUI

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IN CUI SI PARLA DI THOMAS MANN, DI WAGNER E DEL ROMANZO COME SINFONIA. MA ANCHE DI COME CI SI SDRAIA IN UNA SEDIA A SDRAIO

Davos

Una cartolina postale del sanatorio di Davos, 1900
(fonte)

Davos. Il sanatorio. Avete già capito che siamo sulla montagna incantata, la montagna magica. Der Zauberberg.

Thomas Mann era andato a Davos per una breve visita a sua moglie, Katia Pringshelm, ricoverata nel sanatorio svizzero per una malattia polmonare. I medici visitarono anche lui, diagnosticarono anche a lui problemi polmonari e gli consigliarono di trattenersi per alcuni mesi. Ma lui se ne andò a gambe levate (“preferisco scrivere”, pare abbia detto).

E infatti scrisse Der Zauberberg.

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