IL RUMORE DEL TEMPO – JULIAN BARNES

 

Dmitri Shostakovich

Dmitrij Šostakovič

“Chissà come mai, si chiedeva, adesso il Potere concentrava la propria attenzione sulla musica, e su di lui. Da sempre il maggiore interesse delle alte sfere andava alla parola scritta piú che alle note: erano gli scrittori e non i compositori a essersi guadagnati il titolo di ingegneri dell’animo umano. La «Pravda» riportava le loro condanne in prima pagina, mentre ai compositori toccava la terza. Due pagine di distanza. Il che non era un nonnulla: poteva fare la differenza tra la vita e la morte”

Julian Barnes, vincitore nel 2011 del Man Booker Prize con il romanzo Il senso della fine dedica il suo ultimo libro al grande compositore russo Dmitrij Šostakovič (o Shostakovich), ed il titolo non è stato certo scelto a caso. Il rumore del tempo è infatti intitolato un celebre scritto di Osip Mandel’stam, del quale ho parlato >>qui.

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LA PIANISTA DI VIENNA – MONA GOLABEK, LEE COHEN

 

Lisa Jura a 17 anni

Lisa Jura a 17 anni

 

“Malka guardò la figlia, che ormai doveva salire, e l’abbracciò stretta. «Devi farmi una promessa.» «Che cosa, mamma?» «Devi promettermi… che ti aggrapperai alla tua musica. Per favore, promettimelo.» «Come posso?» singhiozzò Lisa. «Come posso farlo senza di te?» Lasciò cadere la valigetta e abbracciò forte la mamma. «Puoi farlo e lo farai. Ricorda quello che ti ho insegnato. La musica ti aiuterà ad andare avanti; lascia che sia la tua migliore amica, Liseleh. E non dimenticare che ti voglio bene.»”

pallino

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QUESTA PARIGI

 

Bd St Germain

Tavolini di una brasserie in Boulevard Saint-Germain

Sono tornata.
Anche quest’anno ho trascorso a Parigi tutto il mese di agosto. E’ ormai il quinto anno consecutivo che scelgo di passare buona parte dell’estate in questa città, ma dall’anno scorso molte cose sono, inevitabilmente, cambiate.

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NONSOLOPROUST SI PRENDE UNA (LUNGA) PAUSA

Place de la Bastille
NonSoloProust si prende, anche quest’anno, una lunga pausa. Non ci saranno nuovi post fino a settembre, ma continuerò a navigare, a frequentare i siti ed i blog cui sono affezionata, a leggere ed a cercare di rispondere ad eventuali commenti.

Continuerò a frequentare anche se non proprio assiduamente Facebook e Twitter. Chi ne ha voglia, può venire a trovarmi anche lì.

Su Facebook sono >> QUI.

I miei post  su  FB sono tutti pubblici. Sono troppo pigra per armeggiare con tendine e livelli di privacy, e soprattutto  sono convinta che in rete niente è veramente privato, e quindi perchè faticare?.

Immagino  dunque che la mia pagina e miei post siano visibili da chiunque, anche da coloro che non sono iscritti a Facebook.

Non posso dire di andare in vacanza, quest’anno, con uno stato d’animo allegro e spensierato come accadeva fino l’anno scorso: la foto che compare in questo post, e che ho scattato un paio di anni fa quando le cose sembravano più tranquille,  non è stata scelta a caso.

Buona estate a tutte/i  noi  🙂

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LA CORTINA DI FERRO. LA DISFATTA DELL’EUROPA DELL’EST 1944-1956 – ANNE APPLEBAUM

 

Poster di propaganda Germania Est

Manifesto di propaganda della Germania dell’Est
Fonte

“La storia della stalinizzazione nel dopoguerra dimostra almeno una cosa: quanto la civiltà possa rivelarsi fragile.” scrive Anne Applebaum in La cortina di ferro. La disfatta dell’Europa dell’Est 1944-1956.

pallino

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I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH – FRANZ WERFEL

Armeni

“Si può essere russi, turchi, ottentotti e Dio sa che, ma armeni non si può essere. Essere armeni è una cosa impossibile…”
[…]
“Per gli armeni nessun cenno di protezione, di aiuto, di speranza. Essi non erano caduti in mano di un nemico, che per ragioni di reciprocanza dovesse rispettare il diritto dei popoli. Essi erano caduti in mano ad un nemico ben più terribile, libero da legami: al loro proprio Stato. Per molti è già triste mutar casa.”

Un genocidio. Il primo genocidio del XX° secolo. I quaranta giorni del Mussa Dagh di Franz Werfel è un grande romanzo che si riferisce a questa tragedia.

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L’UOMO CHE VENDEVA DIAMANTI – ESTHER KREITMAN SINGER

L'uomo che vendeva diamantiEsther Kreitman Singer, L’uomo che vendeva diamanti (tit. orig. Diamonds), traduz. dall’inglese Marina Morpurgo, pp.332, Bollati Boringhieri, 2016

L’uomo che vendeva diamanti è il secondo romanzo — rimasto sinora inedito — di Esther Hinde Singer, sorella maggiore dei celebri Israel Joshua e Isaac Bashevis (premio Nobel per la Letteratura nel 1978). Era stato scritto in yiddish con il titolo Brilyantn e pubblicato nel 1944 dalla W&G Foyle con il titolo Diamonds.

Il primo romanzo di Esther Kreitman Singer, del 1936, nell’originale stesura yiddish era intitolato La danza del diavolo ma era stato pubblicato poi in inglese con il titolo Deborah. Ma di tutto questo parlerò più avanti, chè con questi scrittori che scrivono yiddish e poi pubblicano in inglese e poi vengono tradotti, nei vari Paesi e a seconda delle case editrici a volte dall’yiddish ed a volte dall’inglese non mi è sempre facile districarmi.

La storia raccontata ne L’uomo che vendeva diamanti si svolge ad Anversa (Antwerp), l’Olanda e Londra al tempo della prima guerra mondiale (la Grande Guerra) e parla di un ebreo ricchissimo che, fattosi veramente dal nulla perchè proveniente da un poverissimo shtetl polacco, vede il suo mondo, la sua sicurezza che gli sembrava acquisita una volta e per tutte, la sua famiglia, i suoi affetti crollare e sbriciolarsi con l’avvento non solo della Grande Guerra, ma con lo stravolgimento del mondo che la Grande Guerra porta inevitabilmente con sè.

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SERENA VITALE RACCONTA MAJAKOVSKIJ


Sorgente: Vladimir Majakovskij – Wikiradio del 14/04/2016

Del libro di Serena Vitale sulla morte di Vladimir Majakovskij Il defunto odiava i pettegolezzi avevo parlato >>qui

Possiamo adesso ascoltare, seguendo questo link, Serena Vitale che ci racconta Majakovskij, e non solo della sua morte.   Le poesie sono recitate da Carmelo Bene.

E’  davvero  un bellissimo ascoltare…

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