SOLE INGANNATORE – NIKITA MIKHALKOV (1994)

Nikita Mikhailkov - Kotov
Sergei Petrovich Kotov (Nikita Mikhalkov)

Unione Sovietica, 1936.
Il colonnello Sergei Kotov (Nikita Mikhalkov) è un eroe militare della Rivoluzione bolscevica.
Si trova in campagna, dove sta trascorrendo l'estate nella sua dacia assieme alla sua giovane ed incantevole moglie Marousia (Ingeborga Dapkounaite) e la loro figlia di sei anni Nadia (Nadezhda Mihkalkova) con cui c'è un bellissimo rapporto di affetto reciproco 

Ingeborga Dapkounaite
Marousia (Ingeborga Dapkounaite)

Nadezhda Mihkalkova
Nadia (Nadezhda Mihkalkova)

Ci sono poi i numerosi componenti della famiglia e tanti amici. I parenti di Marousia sono una famiglia colta, prima della rivoluzione appartenevano all'alta borghesia. La loro è una vita felice e tranquilla anche se, a parte Kotov, tutti sono decisamente nostalgici della vita che conducevano prima dell'avvento dei bolscevichi. Spesso, in casa, risuonano arie italiane di opere liriche di Leoncavallo e Puccini che la madre e la nonna di Marousia avevano imparato ad amare frequentando i teatri prima della Rivoluzione.

Nikita

Il colonnello Kotov trascorre questi giorni di vacanza in famiglia rilassato e di buon umore. Sa di essere molto amato, temuto e rispettato da tutti  coloro che lo circondano, e non solo dai familiari. E' anche punto di riferimento per i contadini dei dintorni, che ricorrono a lui quando ci sono problemi con le Autorità.

Sole ingannatore

Sole ingannatore

Kotov ama molto la Patria di cui parla spesso e sempre con la "P" maiuscola ed è profondamente devoto alla causa Sovietica. Tra gli oggetti che ha più cari c'è una fotografia che lo ritrae assieme ad uno Stalin sorridente; questa foto, Kotov la porta sempre con se.

Sole

Kotov, mentre in una splendida domenica di sole rema su una barchetta assieme a sua figlia, le dice che anche lei deve amare "la Madre Patria" e che l'ascesa del potere dei Soviet porterà alla fine del capitalismo.

Nikita Mikhalkov Nadezhda Mikhkalkova

A trovare la famiglia arriva Dmitri (Oleg Menshikov), un giovane che una decina di anni prima era stato un sottoposto di Kotov (che dice di considerare suo eroe e maestro) ed era stato innamorato di Marousia. Era poi sparito in circostanze misteriose non dando più alcuna notizia di se.

Oleg
Dmitri (Oleg Menshikov)

Dmitri è bello, allegro, disponibile, scherza volentieri con tutti, conquista subito la simpatia della famiglia intera ed in particolare della piccola Nadia, che cerca sempre la sua compagnia e lo chiama "zio Mitya". Dmitri è stato molto tempo in Francia, conosce perfettamente il francese e diverte tutti suonando al pianoforte can can francese e valzer viennesi ed incanta la piccola Nadia insegnandole a ballare il tip tap.

Sole ingannatore

Proprio nello stesso giorno, si svolge nei dintorni della dacia di Kotov una esercitazione-dimostrazione di allarme in cui viene simulato l'attacco dei "nemici capitalisti dei Soviet" e tutti vengono invitati ad indossare le maschere antigas. Anche la famiglia e gli amici di Kotov e lo stesso Dmitri partecipano. Una folta delegazione di "Piccoli Pionieri Rossi" rende formale omaggio — con tanto di discorsi e bandiere — al colonnello Kotov, "Grande Eroe della Rivoluzione".

Sole

Ma intanto noi cominciamo a capire che Dmitri non è quello che appare. Mentre Kotov e famiglia continuano a volergli bene e fidarsi di lui, noi spettatori scopriamo presto che Dimitri adesso lavora per la famigerata NKVD, la polizia segreta di Stalin, e ben presto diventa evidente che è tornato con una missione da compiere. Ha ordini segreti di arrestare il marito di Marousia. In qualche modo questa è anche una sua vendetta, dal momento che la ragione per la quale aveva dovuto lasciare la sua fidanzata Marousia era stata proprio perché lo stesso Kotov, suo superiore, lo aveva spedito all'estero in missione perchè Dmitri era ben qualificato all'impegno, dal momento che parlava varie lingue.

Nikita mikhalkov Oleg Menshikov

In una delle scene chiave del film Dmitri informa Kotov che fra due ore arriverà una macchina con degli agenti dell'NKVD per arrestarlo e quando Kotov — forte della sua consapevolezza di essere sinceramente comunista e fedele alla patria — gli urla "ma chi oserà mai toccare me, un eroe della Rivoluzione?" Dmitri gli vomita addosso tutto il suo rancore (alla base del quale c'è anche un forte senso di inferiorità e di senso di colpa per l'azione abbietta che sta per compiere) urlandogli a sua volta: "quando fra cinque o sei giorni nuoterai nella tua merda vedrai che confesserai tutto quello che vogliamo, che fin dal 1920 sei una spia dei tedeschi e dal 1923 anche dei Giapponesi, che sei un terrorista, che stai tramando per assassinare Stalin… E se anche dovessi resistere alle torture e non firmerai, dovrai pur ricordarti che hai anche una moglie ed una figlia…".

Il colonnello Kotov, amareggiato ma certo della propria innocenza accetta di andare con Dmitri ma ottiene che alla famiglia non venga detto nulla del suo arresto. La piccola Nadia, ignara, è felice di aiutare papà ad indossare la sua bella divisa. Lui ne è sempre così tanto fiero…

Sole ingannatore

Kotov, salutato gioiosamente ed affettuosamente dalla moglie, dalla figlia Nadia e da tutta la famiglia che pensa semplicemente che il colonnello vada a Mosca solo per poche ore e "per motivi di lavoro" viene portato via a bordo di un' automobile nera.

Sole ingannatore

Kotov ancora non pensa di essere seriamente in pericolo ma quando, dopo aver minacciato di telefonare lui stesso al suo amico Stalin, viene picchiato selvaggiamente, la faccia ridotta ad un ammasso di carne sanguinolenta (vi risparmio le immagini) ed immobilizzato, ed un involontario testimone dei fatti viene ucciso, si rende conto del baratro infernale in cui è precipitato. Lui e forse anche la sua famiglia.

Sole ingannatore

Mentre gli agenti del NKVD "si occupano" di Kotov e lo immobilizzano Dmitri, che ha ucciso con un colpo di pistola il povero testimone involontario fa il gesto di saluto ad un enorme ritratto di Stalin portato in volo da un pallone.

Oleg Menshikov

Kotov, finito nell'inferno delle purghe staliniane verrà giustiziato ma il rimorso non abbandonerà mai più Dmitri.

Sole ingannatore

Una didascalia ci informa che Marousia, la piccola Nadia ed altri familiari saranno arrestati ed internati in un gulag; Marousia vi perderà la vita, Nadia ne uscirà duramente provata. La riabilitazione ufficiale arriverà per tutti, ma solo postuma, molti anni dopo la loro morte.

Sole ingannatore ha ottenuto il secondo premio della giuria al Festival di Cannes dove è stato premiato nell'edizione originale di 152 minuti e l'Oscar 1994 per il miglior film straniero.

Il titolo originale del film è Utomlennoe solntse che significa L'ultima domenica e deriva da quello di un tango degli anni trenta composto da Jerzy Petersburski e che mentre scorrono i titoli di testa vediamo danzare da una donna e da un uomo in divisa mentre una bambina li sta a guardare canticchiando a bassa voce in una scena caratterizzata da colori cupi e da una nebbia che avvolge tutto. Una versione di questo tango la si può ascoltare >>qui.

Se si considera che la storia del film di Mikhalkov si svolge tutta durante una domenica, si comprende che la scelta di questa musica e di questo titolo non solo non è casuale, ma merita un approfondimento. Si tratta infatti di un tango che diventò popolarissimo in USA, dove venne cantato, tra l'altro, da Billie Holiday.

Ma in Europa, e soprattutto in Polonia, "Ultima domenica" ebbe un terribile destino perchè durante la seconda guerra mondiale veniva spesso suonato nei lager nazisti mentre gli ebrei venivano mandati alle camere a gas. E' un peccato, secondo me, che il titolo originale del film non sia stato mantenuto. In inglese il titolo è diventato Burnt by the sun ("Bruciati dal sole") e mi sembra che almeno renda molto più comprensibile di quanto faccia quello italiano Sole ingannatore (che si rifà alla traduzione francese Soleil trompeur) la scritta che riempie lo schermo al termine della pellicola e che ci informa che "Il film è dedicato a tutti coloro che sono stati bruciati dal sole della Rivoluzione".

Il film è ambientato infatti, come abbiamo visto, a metà degli anni trenta, all'inizio delle grandi purghe staliniane, quando milioni di persone nell'allora Unione Sovietica venivano soppresse o private di ogni loro più elementare diritto di libertà ed etichettate come nemici del popolo durante una campagna scatenata da un improvviso giro di vite esercitato dal regime di Stalin.

E' dunque un'opera di grande denuncia delle purghe staliniane e le vicende che narra sono vere e documentate. I gulag stalinisti erano pieni di comunisti convinti e fedeli servitori del regime dei Soviet che furono gettati lì a marcire e a morire dopo aver loro estorto con torture di ogni tipo assurde confessioni di tradimento o di attentatori alla persona di Stalin. Il Kotov di Mikhalkov è uno di questi.
Il "sole" che inganna e brucia e che è metaforicamente rappresentato nel finale in una enorme immagine che campeggia sui prati è il sole che ha bruciato e disatteso le speranze di tutti, di chi ha creduto in esso e lo ha aiutato e di chi lo ha temuto come un nemico. Perchè tutti i personaggi del film avranno l'esistenza distrutta.
Sole ingannatore è uno dei più significativi prodotti cinematografici della nuova era postsovietica iniziata nel 1991 (anno della disgregazione dell'Urss), diretto da uno dei maggiori registi del periodo sovietico (e anche uno dei più conosciuti ed apprezzati in occidente), che tenta di rivisitare uno dei periodi più cupi della storia nazionale, finalmente libero da quelle forme di (auto) censura. Una stagione di cinematografia particolarmente critica nei confronti dello stalinismo si era, del resto, già manifestata in Urss nei primi anni di Krusciov. Ne avevo parlato a proposito di Quando volano le cicogne di Mikhail Kalatozov del 1957.

La dimensione storica del film — la cui azione drammatica, come ho già detto, è concentrata tutta nell'arco temporale di una domenica estiva — s'innesta su di un'ambientazione ricca di liriche suggestioni paesaggistiche. L'immensa pianura russa è rappresentata con colori rasserenanti ed immersa nell'indolenza estiva, l'atmosfera è ricca di riferimenti cechoviani che si colgono nell' impostazione teatrale e letteraria di buona parte delle sequenze e dei dialoghi ma anche nella ironica ed affettuosa partecipazione, in chiave crepuscolare, alla malinconica deriva esistenziale dei suoi personaggi.

Si avvertono risonanze cechoviane anche nella struggente dolcezza nostalgica: la famiglia allargata, la dacia, l'isba, l'ansa del fiume, la foresta di betulle; si avvertono nel rimpianto di un passato in cui "a San Pietroburgo si cantava Puccini e si evocava il can-can, mentre i servi parlavano in francese"

Il personaggio di Dmitri è sicuramente quello più controverso e interessante. La sua ambiguità e doppiezza è metaforicamente rappresentata da Mikhalkov nella sequenza in cui diverte la famiglia suonando il can can al pianoforte continuando ad indossare, per scherzo, la lugubre maschera antigas dell'esercitazione.

Sole ingannatore
Dmitri (Oleg Menshikov), Marousia (Ingeborga Dapkunaite) e Nadia (Nadezhda Mihkalkova)

I suoi sentimenti nei confronti di Kotov sono molto ambivalenti: lo odia perchè dieci anni prima, inviandolo all'estero e sposando Marousia lo ha strappato alla sua terra ed all'amore della sua vita ma si capisce anche che allo stesso tempo lo ammira e lo stima e che il suo affetto per Nadia e gli altri membri della famiglia è sincero. Perchè allora Dmitri compie un'azione che provocherà la tragedia non soltanto di Kotov ma della famiglia intera? A me sembra che nel personaggio di Dmitri Mikhalkov concentri due temi fondamentali: il primo sta nel fatto che nel corso di eventi storici così enormi ed apocalittici come furono gli anni delle persecuzioni staliniste è sempre difficilissimo individuare e tenere separate le motivazioni private (gelosie, rancori e vendette personali) dalle motivazioni politiche più "ufficiali". Il secondo tema forte del film consiste a mio parere nella eterna domanda della "possibilità di scelta". Poteva Dmitri disobbedire agli ordini dei suoi superiori dell' NKVD e rifiutarsi di compiere un'azione che lui stesso sa essere abbietta? Il tema è manifestamente esplicitato dalla battuta di Kotov il quale — ancora ignaro di ciò che l'attende — chiacchierando con Marousia dice "Tutti hanno una possibilità di scelta. Esiste sempre un'alternativa".

Non sono mancate al film critiche di eccesso di compiacimento calligrafico e di uno stile di recitazione a tratti manierato ed enfatico. Può darsi che alcuni momenti possano apparire forse un po' troppo "melodrammatici". Però mentre guardavo il film pensavo che le stesse osservazioni furono fatte dai critici occidentali a Quando volano le cicogne e che molto spesso, quando si parla di film russi, viene fuori questo tipo di appunto. La cosa mi sembra talmente ricorrente che ad un certo punto ho cominciato a chiedermi: e se questa enfasi, questa accentuazione degli aspetti emotivi e sentimentali non fosse la caratteristica/difetto di un singolo film o di questo o quell'altro regista russo, e se fosse invece una caratteristica peculiare del modo di esprimersi dei russi più in generale? E se noi vedessimo come un difetto un qualcosa che riteniamo negativo solo perchè non corrisponde ai nostri canoni estetici di occidentali? Il discorso è aperto e mi viene in mente anche a proposito di altre cinematografie, quella hindi, ad esempio. Ma non voglio divagare.

Qualche notazione a proposito degli interpreti: sono tutti bravissimi, ma io ho trovato assolutamente straordinaria la piccola Nadezhda Mihkalkova (Nadia, la figlia di Kotov). E' praticamente sempre in scena e regge magnificamente una recitazione che non è fatta di sola presenza. Nadezhda recita da grande attrice, da vera "figlia d'arte". Si, perchè nella vita reale Nadezhda è figlia di Nikita Mikhalkov e nipote di Sergei Mikhalkov e Andrei Konchalovsky.

Sempre a proposito degli interpreti, una curiosità: nel ruolo di Vsevolod, il suocero di Kotov, troviamo questo signore. Lo riconoscete?

Vyacheslav Tikhonov

E' Vyacheslav Tikhonov, che nel Guerra e Pace di Sergei Bondarchuk era l'affascinante interprete del principe Andrej Bolkonsky. Il tempo passa per tutti.

Ed infine: Mikhalkov sta girando il sequel di questo film. Perchè?

"Giro Il sole ingannatore 2" dice " perché la II Guerra Mondiale non l'ha vinta solo il soldato Ryan". Per saperne di più, leggere questa intervista su Sole24Ore >>

Outomlionnye solntsem/Burnt by the sun/ Soleil trompeur, 1994, Regia Nikita Mikhalkov, Soggetto di Nikita Mikhalkov, Sceneggiatura Nikita Mikhalkov, Rustam Ibragimbekov, Fotografia Vilen Kaluta (colore), Costumi Natalya Ivanova, Musica Eduard Artemie, Montaggio Enzo Meniconi
Interpreti e personaggi principali: Oleg Menshikov (Dmitri), Nikita Mikhalkov (Col. Sergei Petrovich Kotov), Ingeborga Dapkunaite (Marousia), Nadezhda Mihkalkova (Nadya), André Oumansky (Philippe), Vyacheslav Tikhonov (Vsevolod)
Produzione Nikita Michalkov e Jerome Sydoux DURATA 125'

Sole ingannatore

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    Informazioni su gabrilu

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    12 risposte a SOLE INGANNATORE – NIKITA MIKHALKOV (1994)

    1. utente anonimo ha detto:

      Ho visto questo film qualche anno fa, la tua analisi mi piace moltissimo (come al solito), tra l’altro avevo un ricordo vago e avevo dimenticato il finale.
      volevo solo dire una cosa sul titolo: Utomljonnye solntsem in russo vorrebbe dire “stanchi del sole”.
      Ciao, A.

    2. gabrilu ha detto:

      A.
      Grazie per la precisazione sul titolo. Io non conosco il russo, ed evidentemente ho preso un abbaglio mettendo insieme alcune informazioni sulla storia del brano musicale e il contenuto del film.
      Dedico sempre molta attenzione a come i titoli dei film e dei libri vengono riproposti in altre lingue perchè a volte il senso dell’opera ne viene stravolto, ma quando si tratta di lingue a me totalmente sconosciute il rischio di prendere cantonate è molto alto.

    3. utente anonimo ha detto:

      Figurati, io so a mia volta pochissimo russo ma ricordavo bene il titolo perché fu una russa a farmi vedere questo film, e lo trovai molto efficace. 🙂
      E’ sempre un piacere leggere il tuo blog.
      A.

    4. utente anonimo ha detto:

      ah che bello, hanno già corretto il titolo. quanto mi piacque quel film!
      (ma mikalkhov è un regista interessante. la critica sull’enfasi: è una cosa molto russa e nel contesto non mi diede fastidio. sono d’accordo con te, la figlia è incredibile- sta anche in un altro film che amo molto (sempre di mikalkhov), anna- l’hai visto?)
      f.

    5. gabrilu ha detto:

      A.
      Grazie, sei gentile 🙂
      Fiamma
      A proposito di Anna: con Mikhalkov e il cinema russo in genere sono appena all’inizio. Ne ho parecchi, di film, sul trampolino di lancio 😉
      Purtroppo ho capito però che a noi in Italia ne arrivano solo un minima parte, e il problema della lingua non è per nulla banale. Come il mio svarione ha abbondantemente dimostrato.

    6. utente anonimo ha detto:

      non credo, purtroppo, si tratti di un problema di lingua- se ci pensi bene, qui esce pochissimo anche di cinema francese:(
      non che sia una grande esperta, ma quando vuoi qualche suggerimento sul cinema russo- chiedi!
      f.

    7. gabrilu ha detto:

      Fiamma
      Mi sono spiegata male. Intendevo dire che mentre con i film francesi o inglesi o tedeschi (suvvia) anche se non si trova la versione italiana insomma in qualche modo ci si arrrangia quasi sempre con sottotitoli inglesi, se di un film russo (o hindi, che è un’altra cinematografia che mi interessa, anche se per motivi completamente diversi) non si riescono a trovare nemmeno sottotitoli in francese o in inglese io non ho proprio cosa fare…
      Anna l’ho visto, e come tu ben sai è molto particolare. Chissà, magari un giorno o l’altro ne parlo.
      Grazie per l’offerta di consulenza, e se hai qualcosa da suggerire ben venga 🙂

    8. utente anonimo ha detto:

      con sottotitoli francesi si trova un bel po’ di roba!
      (io adoro i muti. ho comprato una caterva di dvd a parigi; intertitoli in russo con sottotitolo o direttamente in francese)

    9. utente anonimo ha detto:

      Il Sequel uscirà quest'anno in Russia il 09 maggio anniversario della fine della guerra tra Russia e Germania.

      Considerata però la deriva nazionalista di Mickalkov dubito che riuscirà ad avere lo stesso livello di pathos…..

      Ciao Alessandro

    10. gabrilu ha detto:

      Alessandro, so di questo sequel, ma sapendo anche  — purtroppo —  della "deriva" di cui parli, non sono sicura di aver voglia di vederlo (sempre che il film  arrivi dalle nostre parti o si possa trovare in rete magari con sottotitoli)

    11. utente anonimo ha detto:

      Utomlennoe solntse significa "sole stanco". 
      Ora ci sono film russi su Youtube. Alcuni con sottotitoli. C´é anche un traduttore automatico dei sottotitoli.

    12. gabrilu ha detto:

      Anonimo #11
      Interessante, questa precisazione sul significato di "utomlennoe  solntse"… E siccome non mi pare ci siano dubbi  che comunque il riferimento sia a Stalin ed allo stalinismo,   non è indifferente la scelta tra "sole stanco" e "sole ingannatore"….

      Si, YouTube è una vera miniera in qualunque ambito, ormai. Sono un'assidua frequentatrice e ho potuto vedere ed ascoltare cose che mai e poi mai avrei avuto la possibilità di vedere o  ascoltare in altro modo
      Ciao e grazie!

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