VIA KATALIN – MAGDA SZABÓ

Via Katalin
Magda SZABÓ, Via Katalin (tit. orig. Katalin Utca), traduz. Bruno Ventavoli, p.202, Einaudi Supercoralli, EAN13 9788806190644

Arriva finalmente anche in Italia Via Katalin di Magda Szabó. Dico “finalmente” perchè Via Katalin (Katalin Utca), pubblicato per la prima volta in Ungheria nel 1969, subito dopo, nel 1979, uscì in Francia nelle edizioni Seuil e poi, nel 2006, è stato ritradotto e ripubblicato vincendo, nel 2007 il Prix Cevennes come “migliore romanzo europeo tradotto dell’anno”
Ho letto che per il 2009 è prevista anche — sempre in Francia — la pubblicazione di un altro romanzo scritto dalla Szabó nel 1990. Speriamo che in Italia per leggere quest’altro libro non mi tocchi aspettare altri dieci anni…

Via Katalin si svolge tutto a Budapest ed abbraccia quasi quarant’anni di storia, a partire dagli anni Trenta, un periodo non certo facile per l’Ungheria. Né per i protagonisti del romanzo, tre famiglie che vivono nella stessa strada e vengono travolte dalla violenza della Storia.

Nella via Katalin ci sono, un accanto all’altra, tre case con giardino: quelle dei Bíró, degli Held e degli Elekes. Le tre famiglie che vi abitano sono molto amiche, i bambini (tre femmine: Irén, Blanka ed Henriett e un maschio, Bálint) trascorrono insieme le loro giornate e sono inseparabili.
I quattro ragazzi sono prima compagni di giochi, poi amici. Poi, crescendo, le cose si complicano per il sopravvenire di dinamiche amorose e affettive molto complesse.

Le tre ragazzine sono appassionatamente innamorate di Bálint Bíró. Tutti però sanno e danno per scontato che Irén e Bálint si amano, che sono fatti l’uno per l’altra e che si sposeranno. Ma le storie personali e i progetti individuali vengono stravolti dalle tragiche vicende di quegi anni. L’idilliaco mondo degli anni ’30 viene distrutto dalla guerra.
La famiglia Held è ebrea: i genitori di Henriett vengono deportati e vano risulta il tentativo delle famiglie amiche di nascondere e proteggere la ragazzina. Bálint viene fatto prigioniero di guerra. Blanka, nel 1956, diventa una delatrice, un’informatrice della polizia. Nonostante la guerra, le morti, il succedersi di avvenimenti tragici l’amicizia tra i quattro giovani rimane però — pur attraversando drammatici momenti di crisi — indistruttibile.
Le tre famiglie di Via Katalin formano come un mondo a parte e la stessa via Katalin, per coloro che, sopravvissuti, dovranno lasciarla per traslocare in un’altra zona della città, rimarrà per sempre il luogo mitico della nostalgia ed il “Paradiso Perduto” dell’infanzia felice.

La struttura del romanzo è polifonica. Si passa infatti dalla terza persona del Narratore (sorta di voce fuori campo) alla prima persona dei vari personaggi che di volta in volta raccontano la loro versione dei fatti. Forse però il personaggio principale può essere individiduato in Irén, che cerca di interpretare gli eventi in cerca di una spiegazione al grigiore della propria esistenza.

Budapest

Budapest – Il Parlamento e Pest
visti dal Bastione dei Pescatori al Castello di Buda
(Foto Gabriella Alù)

Via Katalin è strutturato  come una tragedia in sei atti, che prende una vera e propria dimensione teatrale dopo il prologo (bellissimo).

Non resisto e ne cito uno  stralcio:

“La fine della giovinezza è terribile non tanto perchè sottrae qualcosa, quanto piuttosto perchè lo apporta. E quel qualcosa non è saggezza, nè serenità, nè lucidità, nè pace. E’ la consapevolezza che il Tutto si è dissolto”

C’è da dire che  forse  il primo approccio al    romanzo  non è semplicissimo, per un lettore occidentale.
All’inizio c’è  infatti il rischio di perdersi con il numero dei personaggi, con i loro nomi ungheresi  poco familiari e difficili da memorizzare. Per le prime cinquanta pagine si è un poco destabilizzati. Sarebbe però un vero peccato arrendersi, perchè una volta superate queste piccole difficoltà si viene poi catturati dalla narrazione e il romanzo si legge tutto d’un fiato.

Magda Szabó esplora con grande sensibilità la crudeltà del destino e i meandri della colpa e come la grande storia produce i suoi effetti sui bambini, diffonde i suoi veleni su generazioni diverse.

Eppure Via Katalin non è un romanzo pessimista: la musica dell’amicizia infantile continua a risuonare come una canzone triste anche dopo meschinità e lutti, e quando il dramma si è consumato. E’ un’opera che nonostante tutto esalta l’inalterabilità dei sentimenti quando sono profondi e veri, e quelli dei quattro ragazzi lo sono.

Categorie e giudizi storici vengono rimescolati. Chi nasconde in casa sua e cerca di salvare l’ebrea Henriett è il Maggiore Biró, un ufficiale di Horthy, perfettamente consapevole  che, facendo questo, rischia la vita.  Non tutti quelli della nuova democrazia popolare risultano  invece indenni da meschinità, ambizione, spietatezza.

Ancora una volta dunque Magda Szabó esplora le interconnessioni tra pubblico e privato, ma questa volte c’è qualcosa di molto particolare.

In questo romanzo non c’è grande differenza tra i morti e i vivi. Henriett, morta, circola tra i vivi.

Magda Szabó è morta nel 2007.
Ha scritto Bruno Ventavoli, il suo traduttore italiano, il 19 giugno su La Stampa “…chissà se Magda Szabó, dall’altro mondo, si compiace che Via Katalin, il suo «figlio più amato», esca ora in Italia. Il romanzo parla infatti di aldilà, di anime che vanno e vengono come se fossero vive. Perché lei, nonostante l’esistenza trascorsa nel socialismo reale, dove la fede era disprezzata come l’oppio, continuò a credere in Dio e nella vita eterna.”.

Lei, d’altra parte, chiude il Prologo scrivendo:
“Ormai sapevano che la differenza tra i morti e i vivi è solo qualitativa, non conta granchè, e sapevano anche che a ciascuno tocca un solo essere umano da invocare nell’istante della morte” (p.6)

Magda Szabo
    • Il libro >>

 

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14 risposte a VIA KATALIN – MAGDA SZABÓ

  1. utente anonimo ha detto:

    Grazie della segnalazione, Gabrilù. Trovo sempre ottimi consigli di buone letture quando passo di qua. Ho letto “La porta” e metterò questo libro tra i libri delle vacanze. Tra questi c’è anche la biografia in francese della Nemirovsky, acquistata di recente. Buona domenica e a presto.
    Paola

  2. oyrad ha detto:

    E’ ormai fisica la sofferenza che provo nel dover rimandare la lettura di tutti i bellissimi romanzi che proponi: ora le mie librerie sono vuote. I libri sono chiusi nei cartoni, e sigillati con il nastro adesivo. Ma già pregusto il momento in cui, nella mia casa nuova, tra qualche giorno, riaprirò gli scatoloni e ritroverò, tutti insieme, i loro dorsi colorati! 🙂

  3. gabrilu ha detto:

    Paola
    Se ti è piaciuto La porta ti piacerà sicuramente anche questo anche se, a mio parere, non raggiunge quelle altezze. Ma si tratta proprio di andare a cercare il pelo nell’uovo, eh. La Szabo’ è scrittrice con i controfiocchi. Di questo ormai sono convinta.
    Buone vacanze e buone letture 🙂
    Oyrad
    Amo tanto i libri, ma li odio tanto quando c’è da traslocare e riempir scatoloni :-((
    Sembra che non finiscano mai e pesano quintali…

  4. PattyBruce ha detto:

    Questa Irén non ti ricorda, in alcuni tratti, la protagonista de “La ballata di Iza”? A me si. “Via Katalin” mi è piaciuto molto, quasi quanto gli altri due.

  5. gabrilu ha detto:

    Patty
    Si, in alcuni tratti.

  6. giuseppeierolli ha detto:

    Ho finito di leggerlo qualche giorno fa e devo dire che mi sono perfettamente ritrovato in una tua considerazione: "Per le prime cinquanta pagine si è un poco destabilizzati. Sarebbe però un vero peccato arrendersi, perchè una volta superate queste piccole difficoltà si viene poi catturati dalla narrazione e il romanzo si legge tutto d’un fiato."
    In effetti dopo il disorientamente iniziale il libro mi ha affascinato, e, dopo aver letto anche "La porta", "La ballata di Iza", e "Abigail" mi sono convinto sempre di più della grandezza di questa scrittrice.
    Ora sto cominciando "L’altra Eszter" e poi sarà la volta di "Il momento" e di "Lolò, il principe delle fate".
    Il 27 marzo parteciperò, con I libri in testa, a una serata dedicata alla Szabó e nella pagina dedicata alla serata ( http://www.ilibrintesta.it/inc270310.html) ho inserito un link al tuo blog: i tuoi pezzi su questa scrittrice sono un’ottima introduzione alla serata.

  7. gabrilu ha detto:

    Giuseppe Ierolli
    bellissima iniziativa, la vostra, la Szabo la merita davvero  e  naturalmente ti ringrazio molto per  il link alle mie pagine.
    E’ vero, mi manca  da leggere  ancora  L’altra Eszter .
    D’altra parte, gli autori che amo  preferisco centellinarmeli a poco a poco, mi piace l’idea di avere  ancora qualcosa di loro ancora da  leggere/scoprire.

    Intanto ti posso dire che è prevista per la primavera la pubblicazione in italiano da parte della casa editrice Anfora  (quella di  Abigail)   l’ultimo romanzo che la Szabo ha scritto prima di morire.
     Ciao e grazie   🙂

  8. giuseppeierolli ha detto:

    Sì, e alla serata dovrebbe partecipare anche Vera Gheno, la traduttrice dei libri usciti con Anfora. Ma lei ci ha parlato della traduzione in corso dell’autobiografia della Szabó. Vedremo.

  9. gabrilu ha detto:

    Giuseppe Ierolli
    mi piacerebbe, essere lì con voi, peccato.
    Intanto, la notizia della  traduzione  dell’autobiografia mi ha messo in fibrillazione.
    Insomma, teniamoci informati!

  10. giuseppeierolli ha detto:

    Poco fa mi è arrivata una mail dalle Edizioni Anfora, dove dicono che il libro in uscita ("Prevediamo l’uscita entro un paio di settimane al massimo")sarà "Per Elisa", l’ultima opera scritta dall’autrice prima della morte, perciò l’informazione giusta era la tua. Per l’autobiografia ti farò sapere, anche perché mi sono ricordato che la Gheno aveva parlato di un’uscita più in là, verso l’estate.

  11. utente anonimo ha detto:

    Mi trovo molto d’accordo con la tua recensione di via Katalin, che, dopo la Porta, è il romanzo della Szabò che mi ha affascinato di più. Ho linkato la tua recensione al titolo che appare nello scaffale Europa Centrale nel mio blog http://www.panchinedimilano.com. Troverai anche la mia recensione di L’altra Ezster, se ti può interessare.
    Vera Gandi

  12. gabrilu ha detto:

     Vera, innanzitutto benvenuta  🙂
    Avevo già visto le tue pagine dedicate alla Szabo e la recensione a L’altra Eszter.
    Un bel blog,   che mi sto spilluzzicando a poco a poco e con gusto.
    Ciao   e grazie   🙂

  13. utente anonimo ha detto:

    E’ bello condividere le emozioni che lasciano le parole della Szabo.

    Se avete consigli di altri validi scrittori lasciate indicazioni.
    Di voi mi fido

  14. gabrilu ha detto:

    Anonimo #13
    Grazie  per la fiducia  🙂
    Di autori e libri qui  nel  blog  ne trovi già parecchi.
    Tranne rarissime eccezioni, io parlo  di  libri che mi sono piaciuti, preferisco seppellire nel silenzio  quelli che non mi sono piaciuti per cui… guarda un po’ negli archivi o nell’elenco  "Libri di cui ho parlato" che trovi nella colonna  a destra e poi… decidi  tu 

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