LA SCOPERTA DELLA CURRYWURST – UWE TIMM

Uwe Timm La scoperta della currywurst

Uwe Timm, La scoperta della currywurst (Die Entdeckung der Currywurst), traduz. Matteo Galli, a cura di Matteo Galli, pp. 248, Sellerio

“Guarda, disse, versò un po’ di curry nella padella rovente, poi una salsiccia di vitello tagliata a fettine, […] schiaffò del ketchup nella padella, mescolò, aggiunse un po’ di pepe nero e poi fece scivolare le fette di salsiccia sul piattino di cartone ondulato. Ecco, questa è una cosa che ha sostanza. E ha a che fare con il vento. Credimi. Il vento forte ha bisogno di cose forti.”

Eh, si. Chiunque sia stato a Berlino e/o Amburgo o in qualunque altro posto della Germania del Nord conosce la currywurst, una miscela di ketchup, curry, pepe nero, fettine di salsiccia e intagli di carote, il tutto accompagnato da qualche cetriolo. Io ne vado matta, l’ho mangiata per la prima volta a Berlino in un chiosco nei pressi della Wittenbergplatz e poi nei chioschetti del ventoso porto di Amburgo sempre convinta che si trattasse di una specialità berlinese. Fino a quando non ho letto il libro di Uwe Timm.

” […] fra conoscitori è successo di discutere sul luogo e sulla data di nascita della currywurst. La maggior parte, ma che dico, quasi tutti dicevano: Berlino, sul finire degli anni ’50. E io invece tiravo in ballo sempre Amburgo, la signora Brücker e una data antecedente.” Si può parlare di Grande Storia partendo da un cibo di strada? Si può. Basta seguire Uwe Timm e la signora Brücker… (continua a leggere a pag.2)

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6 risposte a LA SCOPERTA DELLA CURRYWURST – UWE TIMM

  1. Claudio Carabelli ha detto:

    Kepler

  2. Winckelmann ha detto:

    L’ho letto in tedesco qualche anno fa e mi è tanto piaciuto. Sono contento che Sellerio la benemerita l’abbia tradotto.
    Currywurst è femminile perché femminile è Wurst (die Wurst). Il genere delle parole composte, in tedesco, è sempre quello della parola che sta in coda, ai fini del significato la più importante. Poi è un caso che sia Wurst sia il nostro salsiccia siano entrambi femminili: la logica del genere nei sostantivi in tedesco segue leggi per noi del tutto imperscrutabili.

    • gabrilu ha detto:

      Winckelmann in realtà il romanzo era stato già pubblicato, in italiano, anni fa https://www.lelettere.it/catalogo/letteratura-narrativa/la-scoperta-della-currywurst/
      ma io l’ho letto solo adesso.
      In quanto agli articoli del tedesco… non mi dire niente! Avevo cominciato ad impazzire, poi mi sono calmata quando ho finalmente capito due cose fondamentali: 1) non hanno alcuna logica e voler utilizzare la razionalità non serve a nulla se non a diventar matti 2) indispensabile memorizzare i vocaboli *assieme* al loro articolo.
      Punto. Solo così si sopravvive e tutto diventa più facile (si fa per dire).
      Chi, all’inizio, non lo ha fatto, se ne pente poi molto amaramente ed è costretto a tornare indietro e ricominciare tutto daccapo.
      Ciao! 🙂
      P.S. Adoro la lingua tedesca, purtroppo non ho alcuna occasione per esercitarmi “dal vivo”. Ora poi, in tempi di Covid, in cui è complicato fare anche le gite fuori porta a due passi da casa…

  3. Ivana Daccò ha detto:

    Che bel libro, e quanta voglia di currywurst, nel mio caso a Berlino. Un altro punto a favore del prendere il camper (che protegge benissimo dai contatti) e avviarci e, alla faccia del covid, raggiungerla, magari leggendo questo libro. Di solito faccio il viaggio in due giorni, ma potrei andar tranquilla e mettercene tre, basterebbe trovare camping aperti, va a sapere. Due dei miei quattro nipotini stanno lì, per non dire della figlia, e currywurst piace ovviamente a tutti.
    Domani in libreria a raccattarmi anche questo libro. Per fingere progetti (o farli, meglio).
    PS: adoro anch’io la lingua tedesca, ma ho rinunciato, di fatto, a parlarla. Pazienza gli articoli, ma che fare con i verbi separabili? Se leggi, può andar bene, ma se ti parlano, tempo che arrivi al pezzettino finale, e al disvelamento del significato, hai dimenticato tutto ciò che hanno detto!

    • gabrilu ha detto:

      Ivana Daccò beata te che puoi comunque andare a Berlino, città meravigliosa. Amo la Germania soprattutto quella da Berlino in su, la Germania del Nord. Chissà quando potrò tornarci…
      Ancora sulla lingua: i verbi separabili 🙂 Quando li ho affrontati la prima volta è stato una specie di choc, ed effettivamente il problema più grosso è non tanto quando si legge ma quando si ascolta, proprio per i motivi di cui parli tu. Però poi a ben pensarci… anche in latino il verbo è sempre in fondo alla frase. E non essendo, quelli latini, verbi separabili ma tutti interi non hai, all’inizio della frase, nemmeno un indizio di dove si va a parare. In fondo, la struttura delle frasi in tedesco ha una sua logica molto ferrea, ed una volta capita tutto appare molto meno ostico. Però. Però la maggior parte di noi il latino lo ha sempre letto, non parlato e dunque leggendo abbiamo/avevamo tutto il tempo a disposizione per tradurre/decodificare. E torniamo al punto di partenza: le lingue si devono parlare. Io avevo prenotato tutto il mese dello scorso agosto tra Lubecca e Amburgo. Perchè adoro quei posti – il Baltico, lo Schleswig Holstein… – ed anche per mettere alla prova “sul campo” quello che avevo imparato, chè studiavo come una forsennata. Poi in febbraio-marzo è esploso il Covid ed ho dovuto annullare tutto. La mia motivazione a continuare a studiare (almeno con quell’intensità e con quei ritmi) è crollata: quando potrò andare in Germania? Quando si rivedranno in Sicilia le masse di turisti tedeschi che circolavano prima e con i quali si potevano scambiare almeno qualche frase qua e là? Pazienza.
      A proposito: lieta di aver trovato un’altra che apprezza la currywurst 🙂
      Che poi è semplicissima da fare ed io l’ho anche fatta ed era persino buona, ma come tutti i cibi da strada, mangiarlo a casa non è mai la stessa cosa, non dà lo stesso piacere che nei baracchini, in piedi o appollaiati su quegli scomodissimi sgabelli-trespoli 🙂

      • Ivana Daccò ha detto:

        Comncio a temere che sia solo un sogno, per come vanno le cose ma, davvero, non ne posso più, e vorrei/oglio partire. Vedremo, sperando di riuscirci.
        Ed hai ragione: una currywurst a casa credo sia davvero altra cosa. Mai fatta. Da provare

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